AGENDA CAOSINFORMA 2024

L’agenda 2024 del Centro La Tenda ha scelto di adottare il simbolo del puzzle, proprio per sottolineare l’importanza della singola “tessera” e dare ancora più senso e consistenza al lavoro di gruppo.

“Sta crescendo sempre di più’ un territorio di mezzo o di confine’, a cavallo tra quello patologico e quello del disagio. Area non bene definibile che scivola o verso l’uno o verso l’altro territorio confinante.

Gli stessi contesti sociali di provenienza presentano la medesima caratteristica. Sono contesti territoriali di “mezzo” o di “confine”. C’è quindi bisogno di creare pluri servizi differenziati, proposte e servizi capaci di

fluidità, multi competenze, lavoro di rete, multidisciplinare tra i servizi pubblici e privato sociale, veloci adattamenti e fluidità. Una progettualità che si declina sostanzialmente in tre fattori chiave: innovazione, flessibilità, diversificazione dei percorsi e dei servizi, accompagnati da una adeguata e funzionale struttura organizzativa e da un’intensa azione di rete. Occorre pertanto diversificare i contesti psicoeducativi, moltiplicare le possibilità,le proposte, ipercorsi residenziali differenziati”

Don Nicola Bari (Presidente del Centro La Tenda)

PERCORSI 2024

Il Centro La Tenda, ha scelto da qualche anno di intraprendere l’esperienza di presa in carico e cura delle “dipendenze comportamentali”. Le cosiddette new addiction si caratterizzano non per l’uso di sostanze, ma per comportamenti che riguardano pulsioni “normali” (sesso, cibo, affettività, denaro) che divengono però patologici perché raggiungono livelli di eccesso e pericolosità con conseguenze negative sull’intera vita dell’individuo (anche sociale e affettiva).

Ovviamente le “nuove droghe” ovvero le dipendenze comportamentali non sostituiscono quelle “vecchie” ma si aggiungono ad esse, e richiedono un ascolto e un’attenzione particolare. La dipendenza non associata a sostanze infatti è molto insidiosa perché meno riconoscibile, meno consolidata nel quadro epidemiologico tradizionale, meno trattabile con mezzi terapeutici. È in espansione e mette radici su incertezze, immaturità, false speranze, sicurezze apparenti.

Pur producendo le stesse conseguenze delle cosiddette tossicodipendenze (l’escalation, la tolleranza, l’astinenza, l’evoluzione progressiva del quadro ecc.), si costruisce e si autoalimenta in assenza di qualsiasi sostanza.. Peraltro, nell’attuale contesto sociale, sta crescendo sempre di più un territorio di “mezzo” o di “confine”, a cavallo tra quello patologico e quello del disagio.

Gli stessi contesti sociali di provenienza presentano la medesima caratteristica. Sono contesti territoriali di “mezzo” o di “confine”.

Il presupposto su cui si basa la proposta di “PERCORSI 2024” è che il fenomeno delle dipendenze ma anche del disagio personale non è affrontabile inseguendo, tout court, le sue molteplici espressioni, ma riconoscendone la radice comune nel disorientamento sociale, nella povertà educativa, nella frammentazione del sistema formativo formale e informale.

– Accogliere le condizioni partenza di ciascun utente

– Moltiplicare le possibilità di intervento

– Snellire, velocizzare, ottimizzare le risorse

– Tutelare chi viene preso in carica e chi opera

– Costruire un lavoro di rete a vari livelli

ATTRAVERSO:

– Interventi e risposte, di tipo residenziale, diversificate e risposte non residenziali, a breve, medio e lungo termine,- Servizi di aiuto e sostegno alle famiglie e presso le famiglie

– Servizi di counseling, di prevenzione, di formazione al lavoro, di coordinamento, di risorse finanziarie multiple (strutturate, non strutturate, legate a progetti, autofinanziamento, forma privata, legati a sviluppo di attività produttivo etc.)

L A P E R S O N A L I Z Z A Z I O N E D E I P E R C O R S I

La diversificazione e la personalizzazione dei percorsi, richiedono la ridefinizione e la riorganizzazione dei contesti operativi, della “Struttura Comunitaria” e dei loro progetti educativi. Infatti esse diventano sede di percorsi differenziati entrando, attraverso un rapporto dinamico di rete interattiva, all’interno di un ventaglio più ampio di risposte.

CIÒ CREA LE CONDIZIONI PER:

– PER LA MESSA IN RETE DELLE PROPOSTE C’E’ BISOGNO DI:

– Estendere, diversificare, elasticizzare l’offerta dei servizi attraverso una logica di micro e macro progettualità sul modello di quanto sperimentato.

– Ampliare i bacini e le reti territoriali di intervento

– Intensificare il lavoro di costruzione della rete, attivando/consolidando i rapporti con Comuni, AASSLL, Tribunali per i Minorenni, Centri di Giustizia Minorile, etc. nelle Aree geografiche interessate

– Formare all’interdisciplinarietà

– Potenziare l’offerta di servizi non residenziali.

– Individuare nuove forme di disagio e nuovi bisogni.

– Promuovere il protagonismo dei giovani

– Coinvolgere e supportare il nucleo familiare

– Contrastare i fenomeni di dispersione scolastica

– Promuovere la formazione e l’inserimento delle persone svantaggiate

– Promuovere iniziative (come “Lo Spot Per”), e di aggregazione costruttive e formative per minori

G L I E L E M E N T I F A C I L I T A T O R I D I « U N ’ A Z I O N E D I R E T E »

L’obiettivo fondamentale consiste nell’attivare “Un Puzzle” di servizi plurimi e diversificati, in rete tra di loro, capace di rispondere in maniera efficace e funzionale ad una utenza le cui problematiche si presentano esse stesse plurime e diversificate.

L A C R I S I D E L C O N C E T T O D I C O M U N I T A ‘

Con la crisi del concetto di comunità emerge un individualismo sfrenato, dove nessuno è più per l’altro un “compagno di strada” ma un antagonista da cui guardarsi e con cui non si fa in tempo a condividere un sistema di regole e di valori, che ne avanza velocemente un altro si crea un vuoto di identità sociale e personale che ci si illude di colmare con la velocità dei nostri ritmi o col possesso di oggetti, e sostanzialmente evitando di coltivare sentimenti di attaccamento alla comunità sociale, quindi relazioni valide, e un atteggiamento socialmente diffuso che ha minato le basi della contemporaneità, l’ha resa fragile determinando una situazione in cui, mancando ogni punto di riferimento, tutto si dissolve in una sorta di “liquidità” e dove le uniche soluzioni per l’individuo senza punti di riferimento sono l’apparire a tutti i costi e il consumismo. In realtà si tratta di un consumismo che non mira al possesso di oggetti di desiderio in cui appagarsi, ma che li rende subito obsoleti, e il singolo passa da un consumo all’altro in una sorta di bulimia senza scopo.di porsi domande sul senso e sul significato della vita.

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